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Ecco perchè:

Tra tutti gli animali selvaggi abbiamo scelto l'orso come immagine della nostra associazione perché incarnava, per dirla con le parole Bernd Brunner, "la visione di un mondo che considerava l'uomo un tutt'uno con la natura". L'orso, fin dalla notte dei tempi, è stato uno dei simboli che maggiormente ha contribuito alla creazione dei miti umani. Persino gli uomini primitivi, (i Neanderthal prima dello stesso Homo sapiens) si facevano seppellire sotto una lastra di pietra insieme ad un orso morto convinti come erano che il letargo non fosse altro che un viaggio nell'Aldilà, un viaggio in un luogo dal quale gli orsi avevano imparato a fare ritorno. Cristian Bernadac si è spinto perfino a sostenere che l'orso sia stato la divinità venerata dai primi uomini tanto che il libro in cui ha espresso questa tesi s'intitola appunto "Le premier Dieu" (Il primo Dio) e a sostegno della sua tesi cita, ad esempio, i numerosi ritrovamenti di ossa composte in maniera rituale nelle caverne o la prima scultura di cui si abbia notizia: il simulacro di un orso. Evidentemente, agli uomini dei primordi, così attenti alle manifestazioni della natura, non era sfuggito il miracolo del letargo che, ancora oggi, a distanza di tanto tempo, è studiato persino dalla Nasa che cerca di scoprire come l'orso riesca a restare coricato per tutto l'inverno senza che i suoi muscoli ne risentano, senza perdita di massa ossea e senza la comparsa delle piaghe da decubito che colgono, invece, i malati immobilizzati nei letti degli ospedali. L'orso riesce persino a ricavare proteine dall'urina, quindi ottiene nutrimento da uno scarto. Pensate se si riuscisse a fare lo stesso con gli astronauti, pensate a quanti malati si risparmierebbero le piaghe scoprendo i segreti custoditi dagli orsil la stessa osteoporosi potrebbe essere sconfitta. In alcuni testi si sostiene persino che la figura simbolica della resurrezione, così cara alla cristianità, sia stata ispirata dal sonno invernale dell'orso. Del resto la Chiesa stessa, quando si trovò ad affrontare la più importante divinità pagana, lo assimilò senza pensarci due volte. Nacquero Santi, primo fra tutti San Romedio, che fecero dell'orso un servo o meglio, come rileva l'antropologo Micael Pastoreau, un "re decaduto", sostituito poi dal leone e dall'aquila. Le stesse feste che veneravano il suo risveglio, pur rimanendo collocate negli stessi giorni dell'anno, mutarono di significato, tra queste si ricordano la Candelora e San Valentino per il risveglio del'orso che anticipa l'arrivo della primavera e la rinascita della natura o San Martino il cui corrispettivo pagano festeggiava l'andata in letargo dell'orso. Malgrado questa metodica e inarrestabile distruzione simbolica, l'orso ha continuato a vivere perché, come già ricordato, è un pilastro portante dei miti umani se è vero che Re Artù deve il suo nome (Artù) ad Arctos, che significa "orso". Così l'Arcadia, la terra leggendaria ove gli uomini vivono in assoluta armonia con la natura, è traducibile in "terra degli orsi" . Nelle vene di Ulisse scorre il sangue di un orso dal momento che un suo antenato si accoppiò con un'orsa. Paride deve la sua bellezza al latte di un'orsa che lo nutrì dopo averlo trovato abbandonato nella foresta. Oltre all'orso abbiamo eletto una runa, l'Algiz, quale icona inserita nel simbolo. Infatti l'Algiz è una runa ambivalente che rappresenta, allo stesso tempo, la vita e la protezione della stessa, esattamente quello che intendiamo perseguire. Ogni membro della Legio Ursa avrà un'Algiz scolpita su di una pietra. Riceverà anche delle ghiande che dovrà far germogliare e subito dopo piantare infine proteggere per tutta la vita, così che ad ogni membro della Legio Ursa corrisponderà uno o più alberi lasciati in eredità al nostro pianeta. Infine sarà dato al nuovo membro dell'associazione del becchime con il quale dovrà nutrire gli uccelli selvatici per rendere omaggio al grande spirito dell'orso in ricordo di Sant'Orso d'Aosta. Non si tratta solo di entrare a far parte di un'associazione come tante altre. Noi crediamo che ci debba essere una dimensione superiore di valori ai quali aderire tramite una liturgia, dei simboli da onorare e difendere. Il nostro ordine immaginario prende il nome dall'antica legione romana, La Legio Ursa, che si dice abbia fondato la città di Madrid e si ricollega al più importante simbolo di tutti i tempi: l'orso.

i Fondatori

L'associazione Legio Ursa è stata fondata da Davide Celli (detto Soldato Daniza),

Luca Fontana e Roberto Marchesini

https://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Celli

https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Marchesini


Rinuncia al lato umano!

Per entrare a far parte della Legio ursa è necessario candidarsi, versare una quota di solidarietà e farsi accettare sapendo che non è scontato diventare un membro effettivo dell'associazione. A coloro che si candidano verrà affidato un mentore (Kermode) che deciderà l'ammissione del candidato.


Iscriviti alla Legio Ursa

Quota iscrizione:

20 euro Socio Ordinario

30 euro Socio Sostenitore

50 euro Socio Emerito

IBAN sul quale fare il versamento IT45B0312702404000000001902

Copia e incolla l'indirizzo che trovi sotto nell'Url del tuo browser, (dove solitamente compare l'indirizzo internet) e scaricati il modulo di iscrizone in pdf che dovrai compilare e inviare a associazionelegioursa@gmail.com:

http://www.legioursa.org/assets/domandadiammissioneasocio2017.pdf