La Legio Ursa

Un nuovo ordine immaginario

Viviamo in un mondo dove ogni difesa, sia essa rivolta alle forme viventi che a qualsiasi altro scopo, si fonda sull'autonomia finanziaria. Difendere gli animali e i loro ecosistemi genera spesso dei conflitti con le istituzioni. Chi governa vede nell'ambiente, il più delle volte, un luogo da occupare con strade, parcheggi, centri commerciali e condomini. I luoghi lasciati a se stessi, incolti, non sono considerati luoghi ricchi di biodiversità, bensì ambienti da bonificare che ospitano specie definite sgradite come i ratti, i rettili e gli insetti. Per questo sono ridotti a quello che si chiama comunemente "verde urbano" e cioè un ecosistema poverissimo formato da un numero esiguo di piante e di animali. Questo vale per le città principalmente, mentre per le campagne l'attenzione dell'uomo politico si concentra principalmente sulle specie aliene. In pianura, le nutrie scavano buche e causano alluvioni? Vanno abbattute e per questo si approva una legge che prevede la loro soppressione con trappole, fucili, e persino pietre. Già, forse non lo sapevate: le nutrie possono essere uccise a pietrate. La lapidazione, eliminata come pena di morte in tutto l'occidente, è ancora in uso per quanto riguarda le nutrie. La lista dei condannati a morte è lunga e ci si può trovare ascritto di tutto, dalle volpi agli istrici, dal gambero rosso americano al comune colombo. In montagna, sulle Alpi, per esempio, le cose non vanno meglio. Gli orsi predano il bestiame? Bene si cambia il loro piano di gestione (Pacobace) e li si rende abbattibili. Ma la domanda sporge spontanea: quanti sono gli orsi sulle Alpi e quante sono le mucche? Gli orsi sono solo cinquanta, mentre le mucche sono nove milioni. Fermo restando che noi tutti attribuiamo alle mucche lo status di animale senziente dotato di sentimenti al pari di un orso, è pur vero che se ci battiamo per conservare la nostra biodiversità non possiamo mettere sullo stesso piano un animale selvaggio in estinzione con un animale zootecnico.

Questo è ciò che ha determinato la nascita della Legio Ursa. Non potevamo più starcene con le mani in mano. La natura che ci circonda può quindi essere depredata della sua fauna secondo quanto previsto dalle leggi vigenti andando a caccia, oppure si può abusarne incentivando forme di allevamento "a cielo aperto" che, per la gioia di ogni imprenditore, risultano essere "a costo zero". E alludo alla recente espansione dei cinghiali che rappresenta una sorta di zootecnia "libera". I cinghiali non sono stati importati dall'Est più o meno ufficialmente per essere poi liberati sul nostro territorio? Non sono stati successivamente incrociati con i comuni maiali per incrementarne il peso e sottrarli ai predatori? Tutto questo è stato fatto per allevarli, riprodurli, macellarli e venderli ottenendo il massimo del profitto. Eppure il paradosso non ha tardato a palesarsi se è vero che alcune Associazioni di categoria hanno lamentato sia un'eccessiva presenza di cinghiali (ma anche di cervi e caprioli) e sia un aumento dei lupi. Come si fa a sostenere che i cinghiali sono troppi e allo stesso tempo dire la stessa cosa dei lupi che li contengono di numero? E' presto detto. Da un lato si dice che i cinghiali sono in aumento favorendo l'accettazione sociale dei cacciatori che vengono presentati come i salvatori della Patria capaci di ristabilire l'equilibrio naturale a colpi di fucile, dall'altro si afferma che i lupi siano troppi allo scopo di poterne abbattere una parte favorendo così la crescita delle prede, in primis, dei cinghiali. Tutto torna. Quindi è l'uomo che si pone in cima alla catena alimentare, ma non per sfamarsi, semplicemente per arricchirsi con la forma più conveniente di allevamento. Non importa sottolineare che questa visione dello spazio selvaggio è in gran parte sostenuta dai nostri Amministratori che promuovono sui media, pur di avere ragione, una lettura distorta della biologia.



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Per tutte le ragioni fin qui elencate, la Legio Ursa ha scelto di non ricevere alcun finanziamento pubblico puntando invece sulla raccolta di fondi presso i prvati cittadini. L'autofinanziamento è di fondamentale importanza quando ci si pone come l'ente che deve controllare il buon funzionamento di un'istituzione, fare il contrario significa esporsi ad inevitabili collusioni e velate complicità. Ogni associazione di tutela ambientale e/o animale dovrebbe scegliere quale ruolo giocare, quello dell'oppositore o quello del collaboratore. Fermo restando che "fare opposizione" non preclude la collaborazione, un conto è una contropartita in termini economici e un conto è l'ottenimento di una richiesta legata al tema per il quale si combatte o si è combattuto.